qualche novità all’orizzonte

April 10 2007

la scorsa settimana è stata davvero intensa, piena di cose da fare, ma anche di grandi soddisfazioni. dopo aver lasciato il mio vecchio lavoro per potermi dedicare a tempo pieno alla tesi e dopo essermi laureato, ho finalmente ora una nuova occupazione. per quale motivo sono così contento? intendo, quali sono gli aspetti che rendono particolari queste novità? con ordine…

il primo obiettivo che mi ero posto, quando ormai avevo le idee chiare sul periodo in cui mi sarei laureato, era di ricercare, almeno in una prima fase, un’azienda che mi desse la possibilità di continuare a lavorare su quanto avevo potuto sperimentare per il mio lavoro di tesi: test-driven development, integrazione continua, sviluppo agile. finita una prima “tornata” di ricerche avrei poi un po’ “abbassato il tiro” e avrei iniziato a ricercare un più generico impiego come sviluppatore. non sono molti i contatti che sono riuscito a trovare: in tutto, meno di una decina, di cui solo la metà mi hanno dato la possibilità di propormi per un lavoro (inoltro curriculum, incontri per colloqui).

prima novità: ho trovato un nuovo lavoro e devo dire che sono stato davvero fortunato. mi hanno dato infatti la possibilità di unirmi ad un gruppo di eXtreme Programming! quello che intendo dire non è che “poichè è un gruppo xp lavorerò con i più bravi”, ma semplicemente che lavorare in un gruppo xp rispetta esattamente quanto mi ero prefissato. ad esempio, durante il colloquio ho fatto una breve sessione di pair-programming, per la realizzazione test-driven di un (semplice) modulo. se questo rappresenta anche solo in parte quello che farò quotidianamente, ho davvero centrato l’obiettivo!

seconda novità: si cambia ambiente. per i prossimi tempi avrò a che fare quasi esclusivamente con Java. (… tempo per eventuali commenti … ok, avanti… ) l’idea non mi fa nessun effetto: ho realizzato sistemi in .NET negli ultimi due anni e mezzo, ho imparato quali sono i problemi del software aziendale e quali i principali ambiti in cui ricercare le soluzioni. tecnologia e strumenti sono (nel limite del possibile) dettagli, almeno per me. Java è pieno di difetti, ma grazie all’uso intensivo di .NET posso ora vederne anche gli enormi pregi.

quando me ne hanno parlato per la prima volta era in un corso universitario: Java come linguaggio di programmazione. no, non mi soddisfa del tutto, lo ammetto, sopratutto dopo aver giocato con C# 2.0 per un bel po’. ma Java è anche un’ambiente (virtual machine e librerie standard), così come lo è CLR. dopo aver aver provato a realizzare un progetto, per un corso in università, basato su socket e thread, il tutto in C++ e dopo averlo riscritto almeno un paio di volte senza grandi successi, ho deciso di usare C# e .NET (Java per me era ancora solo un linguaggio). le cose sono state davvero più semplici: garbage collector, collezioni, etc.. solo allora ho capito l’utilità di un ambiente di esecuzione.

quando poi, negli ultimi mesi, ho ripreso in mano Java (mi sono comprato e studiato un bel libro per aggiornarmi su J2SE 5, ho intensificato l’uso di Eclipse, ho messo in piedi qualche webapp con Tomcat e ovviamente imparato la sintassi di jUnit e di librerie di mock objects) sono stato quasi sorpreso di aver sempre avuto sotto gli occhi uno strumento del tutto analogo (a .NET), e non essermene mai accorto. a questo devo aggiungere che i principali strumenti che ho usato per lavoro derivano (porting o ispirazione) dal mondo Java, come NHibernate, Spring.Net, Log4Net, NAnt, etc… il punto è quindi: non mi spaventa affatto abbracciare Java e credo che il passaggio sarà non troppo doloroso.

terza novità , direi la più importante: cambio città! mi trasferisco a Milano! questa è la sfida più ardua e che più di tutte spero di poter vincere: vivere da solo, in una città che non conosco. ho trovato un appartamento a una decina di minuti di metro dal posto di lavoro, quindi altra grande fortuna. questa settimana trasloco, e poi via! si inizia!

neanche due mesi fa pensavo a cosa togliere dalla presentazione per la tesi, a scegliere le parole più adatte. ora mi dovrò preoccupare di gestire casa, coinquilini, nuovi colleghi, un lavoro nuovo. credo proprio di essere in uno di quei “punti” di passaggio che ci mettono alla prova, ma che ci offrono anche grandi soddisfazioni.

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