XP, prime impressioni

May 18 2007

finalmente, non so come, trovo il tempo di postare le prime impressioni sulla mia nuova situazione: nuovo lavoro e nuova città, nuovi colleghi e nuova casa. è passato appena un mese, eppure sono tantissime le cose che avrei da raccontar(mi). per ora voglio focalizzare le idee solo sugli aspetti di lavoro. quindi…

come avevo accennato nello scorso post, ho avuto la possibilità di unirmi ad un gruppo di eXtreme Programming avviato, imparare quindi da chi queste cose le vive quotidianamente da anni. il team al momento non è esteso, e questo mi ha permesso di poter “sperimentare” il lavorare in coppia con tutti gli altri elementi del gruppo, a turno, su problemi diversi. in questo modo ho avuto la possibilità di toccare tutte le parti di cui è composto il progetto, entrando di volta in volta nel vivo dei problemi.

la prima cosa che ho imparato è il rapporto con il tempo. in passato, io e il tempo non siamo sempre andati d’accordo, diciamo che generalmente vinceva lui: finiva la giornata, io ero distrutto, a volte per la fretta di concludere, che mi portava a intensificare il lavoro per lunghi periodi, con l’evidente stress che ne derivava. ora le cose sono diverse, e posso dire di essere sulla strada buona per prendermi qualche rivincita!

il tempo è scandito da una unità atomica, che nel nostro caso è il pomodoro: 25 minuti di lavoro seguiti da 5 minuti di pausa. questo significa che non mi è concesso occupare la mente per un periodo più lungo di una mezz’oretta, c’è sempre una piccola sosta per riposare il pensiero e riprendere le forze. ma la cosa più importante è imparare a stimare l’effort necessario a completare una qualche attività: è perciò fondamentale poter misurare e tracciare come il tempo venga speso durante una giornata. per questo per ogni compito e funzionalità che prendiamo in consegna, rappresentati da carte (sì sì, simpatici foglietti di carta con un nome scritto sopra e in caso qualche annotazione), vanno segnati quanti pomodori sono stati utilizzati e come questi sono stati spesi: esplorazione, codice, rifattorizzazione, integrazione, etc. a fine giornata poi, prima di andare a casa, inseriamo queste informazioni in uno strumento di tracking: ci saranno utili per trarre alcune considerazioni sull’andamento dell’iterazione di sviluppo, confrontando misuarazioni e stime iniziali.

infine l’altra novità, decisamente piacevole, è stata scoprire che parte del mio lavoro consiste nello studio. dico “decisamente piacevole” perchè si tratta di qualcosa che ho sempre fatto per passione e che ora sono chiamato a fare per mestiere. design patterns, principi di progettazione del software, articoli e interi capitoli dei libri della letteratura di riferimento (xp, refactoring) sono alcune delle cose che ho potuto (ri)prendere in considerazione, analizzare, schematizzare (ad esempio con delle mappe mentali) e discutere con il resto del team: qualcuno risponde alle domande che mi sono fatto e anch’io contribuisco a chiarire i dubbi di qualcun’altro. come qualsiasi altra attività, anche il tempo dedicato allo studio (in genere un’ora al giorno) di ciascun argomento viene stimato e misurato.

non posso quindi nascondere la soddisfazione nello scoprire quanto spazio mi sia concesso per crescere professionalmente. primo perchè il lavoro è svolto sempre in coppia (pair programming): questo favorisce il confronto e la collaborazione continua. e nonostante io sia il più giovane e meno esperto si fa tesoro anche della mia esperienza in questioni tecniche (come la gestione della persistenza – Hibernate e il suo cugino .NET sono parenti strettissimi!). secondo, per gli stimoli allo studio, ovviamente finalizzato all’applicazione in pratica di quanto appreso. la “biblioteca” interna è infinita e ghiottissima! e, se non bastasse, sono anche disponibili account per leggere articoli di alcune riviste online.

ho solo scalfito la superficie degli argomenti che avrei voluto affrontare, ma per questa volta direi che può bastare (se solo penso al fatto che questo post è stato abbozzato due settimane fa mi vengono i brividi!). spero di poter raccontare i dettagli di quanto resta da qui in avanti.

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